Il grande dio Pan

Editore: Tre Editori

Collana: Tre Sotterranei

Data di pubblicazione: Maggio 2016

Pagine: 260

Formato: Copertina flessibile

Prezzo di copertina: 19€

Ebook: /

 


Considerato il principale successo di Machen, Il Grande Dio Pan viene pubblicato la prima volta nel Dicembre del 1894. L’autore è nato (il 03/03/1863) e cresciuto a Caerleon-on-Usk, un paesino di collina situato in un’area rurale del Galles impreziosita da antiche rovine romane, dove aleggiano ancora gli echi di ancestrali culti pagani. Una tale atmosfera ha soggiogato l’animo dell’allora ventisettenne Machen, condizionandone finanche i sogni. In uno di questi è incappato nei “lascivi lineamenti di Fauno infisso quale ornamento nel muro di una casa moderna di Caerleon”, senza contare il ricorrente sogno della sua città “e dei riti a cui essa aveva assistito nel remoto passato, con le antiche colline e i boschi vetusti a cingerla come un profondo cerchio verde. Credo siano state queste le fonti della mia storia”.

13937817_1227682230597604_2785294765492378845_oMachen riqualifica la divinità latina, il Fauno Pan appunto, secondo la versione cristiana che ne ha alterato la vitalità classica – intesa come pura forza della natura – in un’accezione diabolica, divenuta da allora simbolo del demonio. Ne Il Grande Dio Pan Machen rimarca la connotazione negativa di Pan identificandolo con la variante celtica di Nodens, il Nume dell’Abisso. In questa commistione di miti l’autore ha operato una cernita dei tratti più macabri del Fauno, andando a caratterizzare una figura oscura e malevola, i cui influssi inducono le vittime alla follia e all’autodistruzione. Basta scorgerne la sagoma o solamente sentirne parlare per perdere il senno e restare scossi a vita.

E Pan era il simbolo meraviglioso con cui anticamente gli uomini velavano la conoscenza delle forze più spaventose e segrete che giacciono al fondo di tutte le cose, forze dinanzi alle quali le anime avvizziscono e muoiono e diventano nere, come neri sono ridotti i loro corpi dalla corrente elettrica. Simili forze non possono essere nominate, non possono essere descritte o discusse, né immaginate, se non celate da un velo a da un simbolo, un simbolo che appare a più come un’eccentrica fantasia poetica, e ad altri come una storia priva di senso”.

Terror FaunIn quest’ottica non mi pare azzardato accostare la figura di Pan a quella del Re Giallo. Entrambi esseri mitici senza tempo, che travalicando dimensioni extracosmiche giungono tra gli uomini per seminare insania e morte, oltre a servirsi degli stessi per i propri scopi.

Infatti, nel romanzo breve di Machen, Pan scatena il panico (gioco di parole non casuale) sia nelle campagne del Galles che per le strade di Londra. Una serie di omicidi inspiegabili, cui nemmeno la polizia riesce a venire a capo. Vi sono tuttavia delle costanti. Le vittime, tutti uomini facoltosi, vengono ritrovate con i volti distorti da un terrore immane. Per tentare di venire a capo della faccenda occorre intraprendere un’indagine insolita, scavare nell’orrore di antichi miti e culti immondi votati a esseri di realtà aliene.

La trama, ottimamente articolata, segue una complessa architettura a incastri. Personaggi e situazioni si avvicendano di capitolo in capitolo, salvo poi riallacciarsi poco per volta in vista della quadratura del cerchio. L’elemento costante invece, che funge da sfondo alle varie traversie, è la presenza di un male in agguato, elusivo e letale. Machen non intende chiarirlo più del dovuto, ma preferisce delegare alla fantasia del lettore la ricerca della chiave di lettura più appropriata. Una tecnica efficace che, supportata da una prosa evocativa, riesce ad avvincere per l’intero corso della storia.

Terminata la lettura mi è venuto in mente un solo termine per giudicarla: capolavoro. Anche Lovecraft, nel saggio del 1927 Supernatural Horror in Literature, utilizzò parole entusiaste nei confronti di Machen:

the-great_god_panFra i creatori di paura cosmica innalzata al massimo grado artistico, pochi, se non nessuno, possono sperare di uguagliare il versatile Arthur Machen, autore di una dozzina di racconti lunghi e brevi, in cui gli elementi dell’orrore nascosto e del terrore incombente assumono un significato e conseguono una finezza realistica quasi incomparabili”.

La valutazione positiva si estende anche all’edizione presentata da Tre Editori, a cui va il merito di aver ripubblicato quest’opera dopo anni di ingiustificata assenza dalle librerie.

L’edizione è arricchita da una prefazione di Machen stesso, da un’introduzione di Lovecraft estrapolata dal saggio Supernatural Horror in Literature, da un ricco approfondimento sulle fonti che hanno ispirato Il Grande Dio Pan e da un saggio di S.J. Graf sull’evoluzione storica della figura Panica. Quest’ultimo prelude a una corposa sezione che raccoglie componimenti in versi e in prosa di noti autori classici, tutti incentrati sulla divinità.

Se siete stanchi di rincorrere rare edizioni de Il Grande Dio Pan sui siti dell’usato, dove spesso raggiungono prezzi spropositati, ora non avete più scuse. Il capolavoro di Arthur Machen è tornato, e aspetta solo di sconvolgervi.


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