l-ultima-rivelazione-di-gla-aki-jpg

Editore: Hypnos

Collana: Modern Weird

Data di pubblicazione: Ottobre 2016

Pagine: 210

Formato: Copertina flessibile

Prezzo di copertina: 16,90 €

Ebook: 5,99 €

 


“‹‹Lei fa quello che conta. Vedrà.›› Headon rimase sulla soglia e mormorò: ‹‹Glielo vado a prendere?››
Fairman trovava la conversazione decisamente troppo ambigua. ‹‹Il libro, intende››.
‹‹E tutto quello che porta con se››.
Più bruscamente Fairman chiese: ‹‹Che cosa vuole dire?››
‹‹La conoscenza, Leonard. Quello che tutti aspettiamo›› rispose Headon e si voltò”.

 

Leonard Fairman lavora come archivista presso la biblioteca della Brichester University, per conto della quale ha il compito di recuperare l’opera completa Le rivelazioni di Gla’aki. Si tratta di un rarissimo testo di epoca vittoriana, pubblicato in nove volumi nel 1865 dalla Matterhorn Press di Highgate, a Londra. La collezione venne distribuita ai soli abbonati, per lo più membri di sette esoteriche e occultisti. L’opera passò comunque in sordina, almeno fino alla campagna degli anni ’20 contro il famigerato esoterista Aleister Crowley, nella cui casa venne ritrovata proprio la collezione della Matterhorn Press. Seguì un feroce attacco mediatico ai volumi, considerati portatori di malefiche influenze. La stampa iniziò a persuadere tutti i proprietari delle restanti copie a distruggerle. Da allora si sono perse le tracce dell’opera.

hp_lovecraft_marker_by_butttornado-d7eomuwLa ricerca di Fairman si svolge a Gulshaw, un paese costiero dall’atmosfera sinistra non solo per l’aspetto desolato e ammantato di foschia, quanto soprattutto per gli abitanti, una comunità di allampanati dalla pelle gommosa e umidiccia. Essi sono soliti rispondere alle domande di Fairman in modo criptico o con frasi ricorrenti come “C’è molto altro da vedere”. Tutti sfoggiano un’accondiscendenza nei riguardi dell’ospite che ha dell’inquietante, come se si aspettassero qualcosa che solo lui può fare. In virtù di ciò si predispongono in una servizievole attesa. L’attesa di un’imminente rivelazione.

Ramsey Campbell pesca dall’oceano dimensionale dei miti di Cthulhu un essere lumacoide chiamato Gla’aki, abitante di un lago nella valle di Severn, vicino Brichester. Al pari della schiatta cosmica dei Grandi Antichi di cui fa parte, Gla’aki presenta dei poteri inimmaginabili, oltre a un aspetto inconcepibile per una mente terrena.

 

glaakiLe Rivelazioni narravano di come Gla’aki vagasse nell’universo, diceva l’annotazione. ‹‹La sua grade mente guidava il recipiente, ma neppure Lui avrebbe potuto resuscitare gli abitanti della città morta che formava il suo carapace. La città e i suoi segreti molto più antichi dell’umanità furono distrutti quando il vascello cadde sulla nostra terra[…]Mentre Cthulhu Si fa conoscere agli uomini attraverso i loro sogni, Gla’aki si attacca alle loro menti così da fare dei loro sogni i Suoi e modellarli secondo la Sua volontà[…] Dove il potere di Gla’aki è stato concentrato, Egli usa tutta la sua vita per i suoi sogni. In questi luoghi si vedranno i mondi più antichi, dove tutto ciò che viveva era incerto sulla propria forma e consumava il proprio simile nello sforzo di ottenere vigore››”.

 

Campbell ritorna quindi ai temi lovecraftiani trattati soprattutto negli anni giovanili, durante i quali la sua emulazione del genio di Providence era talmente evidente da far storcere il naso a diversi critici per la meccanicità delle storie. Queste godettero tuttavia del sostegno di August Derleth, fondatore della casa editrice Arkham House, che accolse il giovane Ramsey nel proprio entourage di autori, pubblicandogli vari scritti tra cui la nota antologia The Inhabitant of the Lake and Less Welcome Tenants (1962). Lo stesso Campbell poco tempo dopo decide di imprimere una brusca svolta alla propria produzione, incanalandola in un percorso evolutivo emancipato dall’ascendente di Lovecraft.

Con una maggiore maturità stilistica, nel 2013 Campbell riprende i temi che gli erano cari in gioventù, partorendo The Last Revelation of Gla’aki. Stavolta le sue doti ormai consolidate gli permettono di scostarsi dalla semplice emulazione, e di plasmare la materia lovecraftiana secondo un gusto del tutto personale. Campbell predilige muoversi nei luoghi di quell’Inghilterra che conosce a menadito, e che proprio per questo prendono vita grazie ai profumi malsani, ai colori smorti e a tutti quei piccoli dettagli che la sua penna riesce a rievocare con elegante precisione.

last-revelationPartendo dai capisaldi delle storie lovecraftiane (la innsmouthiana Gulshaw, il Grande Antico che attende nella sua dimora subacquea, gli sconcertanti pseudobiblia, la maledizione in cui incappa chi si addentra in saperi proibiti), Campbell le arricchisce con un maggiore particolareggiamento dei personaggi e una raffinata snellezza della prosa la quale, per via delle atmosfere mistery in cui sottilmente si insinua il soprannaturale, mi ha ricodato lo stile di Arthur Machen. Non è l’azione, pressoché assente, a determinare il ritmo della trama, bensì sono le circostanze e le aspettative che ne derivano. Campbell è un maestro nell’accrescere il pathos mediante il ricorso a minuziosi dettagli, apparentemente di contorno, collocati con precisione chirurgica nei punti strategici delle scene.

Con L’ultima rivelazione di Gla’aki Campbell apporta un eccellente contributo all’arricchimento del ciclo di Cthulhu, riuscendo a incoronare una delle sue più grandi ambizioni: (parole sue) “scrivere una storia lovecraftiana pienamente riuscita”.


20