Editore: Independent Legions Publishing

Data di pubblicazione: Novembre 2016

Pagine: 166

Formato: Copertina flessibile

Prezzo di copertina: 14,96 €

Ebook: 3,99 €

 

 


Jack Ketchum è un’istituzione nell’ambito dell’horror mondiale. Di suo in Italia sono stati finora tradotti The Girl Next Door (pubblicato nel 1999 da Gargoyle Books col titolo La ragazza della porta accanto. Da questa novella, ispirata a una storia vera, nel 2007 è stato tratto l’omonimo film diretto da Gregory Wilson) e Joyride (importato nel 1995 da Sperling&Kupfer col titolo In viaggio con l’assassino). Di Offspring (1991) è prevista una traduzione nel 2017 da parte di Cut-Up Publishing.

L’editore Indipendent Legions ha deciso di puntare su un titolo particolare dell’autore: The Crossings (2003). Si tratta di un breve romanzo che tralascia le atmosfere pienamente orrorifiche per strisciare su quelle più pulp. Il tutto ambientato nell’Arizona del 1848, al termine della cruenta guerra messicana. Le faide etniche sono tutt’altro che superate, così come le depravate pratiche schiaviste.

Una notte al Little Fanny Saloon si decide il destino del giovane Marion T. Bell, corrispondente di guerra per il Sun di New York. Tra una partita a dadi e una bottiglia di whiskey, in quel covo di loschi figuri dal grilletto facile Marion conosce una leggenda vivente, un uomo temprato nelle aspre e selvagge lande dell’Arizona, capace di intimorire anche con la pistola a riposo nella fondina. L’individuo in questione è John Charles Hart, ex mandriano che si guadagna da vivere cacciando cavalli selvaggi insieme all’amico Mother Knuckles. Dopo aver visto ogni sera Marion ubriacarsi, Hart gli propone una scappatoia dall’alcol prendendolo con sé e Mother.

Poco tempo dopo il destino combina un altro incontro insolito. Il trio si imbatte in Elena, una ragazza dal sangue indio in fuga da una comunità di depravati devoti agli Antichi Dei del Messico. I loro rituali prevedono orge e abusi di ogni sorta, sotto la fanatica guida delle Hermanas de Lupo, le terribili sorelle Valenzura.

E in quella luce tremolante sarebbe stato davvero possibile credere che lei fosse un fantasma fatto di carne. Qualche antico demone indio intento a evocare un suo simile. Erano già trascorsi trecento anni da Cortez. Gli Aztechi, i Maya, i Toltechi, i Mexica. Tutti morti. Non era così? Ricordai la luce selvaggia dentro i suoi occhi, quando l’avevamo incontrata per la prima volta. Mi domandai cosa racchiudessero, ora, quegli occhi”.

Ha inizio una vendetta senza esclusioni di colpi, dove il sangue di antichi sacrifici pagani scorre insieme a quello dei corpi crivellati da sparatorie feroci.

A Ketchum va riconosciuta l’abilità di aver saputo ricreare in poche pagine una vicenda appassionante, la cui atmosfera western risalta dalle descrizioni asciutte e incisive, dai dialoghi concisi e serrati, e da una resa adrenalinica degli scontri a fuoco. Tutti, specie quello conclusivo, risultano estremamente coinvolgenti. Si sentono quasi fischiare le pallottole da ogni dove, mentre ciascun guerrigliero è impegnato nella disperata salvezza da quell’assordante tormenta di piombo e morte. Le illustrazioni interne di Gianpaolo Frizzi, dai tratti rudi e “muscolari”, rimarcano ottimamente il clima di violenza che trasuda il testo.

Devo ammettere che la copertina, bellissima, di Sentieri di Sangue mi aveva fuorviato verso un weird western in stile Robert E. Howard. Invece il soprannaturale è pressoché assente. Sebbene primeggi l’azione, non vengono trascurati i sentimenti umani, estremizzati in virtù di un contesto che può cavare solo il peggio dall’individuo. Viene posto l’accento anche sui risvolti dei rapporti interpersonali attraverso i quali trapelano soprattutto le varie sfaccettature di John Charles Hart, sicuramente il personaggio più carismatico della storia.

Sentieri di Sangue è un tuffo nel west più cupo e truce. Una storia che si legge d’un fiato grazie all’irruente prosa dell’autore che punta tutto sull’immediatezza e l’impatto scenico. Ciò permette di soprassedere su una trama in fin dei conti non originalissima, ma che si mantiene palpitante dall’inizio alla fine centrando l’obiettivo di intrattenere e appassionare.


20