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Editore: Hypnos

Collana: Visioni

Data di pubblicazione: Ottobre 2016

Pagine: 78

Formato: Copertina flessibile

Prezzo di copertina: 6,90 €

Ebook: 1,99 €

 


Livia Llewellyn, autrice dark fantasy, horror e di narrativa erotica, è stata presentata per la prima volta al pubblico italiano con il racconto Fornace (che nel 2013 si è guadagnato la nomination al premio Shirley Jackson), contenuto nell’antologia Nuovi Incubi edita da Edizioni Hypnos. Lo stesso editore stavolta propone una storia più corposa dell’autrice, una novella intitolata Profondità (Her Deepness, 2010) con cui inaugura la collana Visioni.

Il titolo della novella condensa la miriade di sfumature simboliche disseminate nella trama. Profondità è un ricettacolo di arcaica sacralità che rimanda alle epoche più remote e selvagge del mondo, quando i culti pagani immolavano vittime sacrificali agli dei, manifesto delle distruttive forze elementali, percepiti come entità spietate nei loro fatali verdetti. La natura stessa diveniva quindi un terribile santuario a cielo aperto, la cui magnificenza ammalia e atterrisce per l’impotenza che suscita nell’umile uomo. Livia Llewellyn accresce ulteriormente tale suggestione mediante un desolante scenario che sfiora l’apocalittico.

industrial-apocObsidia è una città industriale che abbraccia un caotico affastellamento di stazioni minerarie, industrie manifatturiere e altri stabilimenti preposti alla produzione. Il cielo è vessato perennemente da tumultuosi fumi neri, sotto cui la cupa città di ferro costringe le persone a indossare maschere d’ossigeno per evitare di inalare i miasmi tossici che appestano l’aria. Il suolo è una discarica improduttiva, pugnalato da trivelle grandi come edifici. Le condizioni lavorative sono disumane, paragonabili quasi a un campo di concentramento. La dignità umana è messa in secondo piano rispetto alle sfrenate esigenze produttive.

Gillian porta sul proprio corpo le testimonianze di questa non-vita. Da ragazzina veniva spedita nei cunicoli più profondi delle miniere in cerca di metano e anidride carbonica. Poi un incidente le ha falcidiato il corpo, tappezzandolo di cicatrici. Adesso è diventata un’esperta scultrice. Si dice addirittura che abbia il dono di far rivivere la pietra. In virtù di ciò viene convocata a prendere parte a una spedizione nella necropoli di Wormskill, dove recuperare un reliquiario contenente i resti di un dipendente. Nel gruppo c’è anche Emanuel, compagno e amante di Gillian da oltre quattro anni, e una sorta di donna-pesce con poteri da sensitiva.

dissolutionGillian apprende ben presto il reale scopo del viaggio a Wormskill. Per lei costituisce il culmine di un percorso iniziatico volto a scoprire nella profondità dell’animo (altro riferimento simbolico del titolo) la sua reale natura. Un risvolto che la pone di fronte alla sconcertante verità sull’esistenza.

Livia Llewellyn eccelle nel dosare le parole adatte a ricreare un effetto fortemente straniante. E’ come se ci si aggirasse spaesati in un sogno inquieto, con la costante percezione che qualcosa di nefasto vibri nell’aria senza che si manifesti pienamente. Questa sottile vibrazione di inquietudine guadagna consistenza nel corso delle pagine fino a trasformarsi, nel finale, in una poderosa scossa tellurica. A questo punto prende corpo quello che fino ad ora è stato un presagio, un’angosciante percezione lontana e indistinta. Nuovamente l’autrice riesce con maestria a mantenere fugace tale presenza, trasmettendone comunque tutta la potenza distruttiva.

Profondità sfugge a ogni inquadramento di genere. La fantascienza apocalittica si fonde con il dark fantasy permeato di orrore cosmico. Quest’ultimo rimanda al simbolismo della mitologia cosmogonica più tetra e devastante: quello della terra, elemento primordiale e ctonio dai connotati sanguinari e violenti. E’ uno dei più potenti simboli ancestrali, risalente ai primordiali culti matriarcali. In esso rinascita e morte compongono una sanguinosa mescolanza permeata dal Caos primigenio, covata in un nero grembo sepolto negli abissi del mondo. Un grembo da cui tutto nasce e tutto infine ritorna.

Profondità è molto più che una storia. E’ un’esperienza che forma e trasforma, atterrisce e affascina.

Sicuramente una delle migliori pubblicazioni di genere dell’anno.

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