elara_-_occhiali_da_sole_dopo_il_tramonto

Editore: Elara 

Collana: Biblioteca di nova Sf

Data di pubblicazione: Ottobre 2012

Pagine: 240

Formato: Copertina rigida

Prezzo di copertina: 23 €

Ebook: /

 


La letteratura moderna sui vampiri può considerarsi ormai satura? Dopo lo spopolamento dei succhiasangue di Twilight afflitti da turbe adolescenziali, pare che non sia rimasto più molto da dire sul loro conto se non rimescolare lo stesso, insulso brodo. Ad eccezione di qualche sporadico caso in cui, nonostante qualche cliché, la maestria dell’autore riesce comunque a fornire un degno risultato (mi riferisco, per esempio, al recente Io viaggio di notte di Robert McCammon, oppure alla trilogia dei Vampiri Modenesi di Claudio Vergnani), il resto è aria stantia che fa storcere il naso e rivoltare lo stomaco.

sunglasses_after_dark__01Eppure c’è stato qualcuno, non molto tempo fa, che ha avuto il merito di rivitalizzare la letteratura vampirica conferendole nuova linfa e carisma, emancipandola dal pantano dei canoni classici. Mi vengono in mente Danza Macabra (1989) di Dan Simmons, Le notti di Salem (1975) di Stephen King, Il battello del delirio (1982) di George R. R. Martin e il libro di cui sto per parlarvi, Occhiali da sole dopo il tramonto (1989) di Nancy A. Collins, da cui ha inizio la saga del famosissimo vampiro (almeno all’estero) Sonja Blue.

In Italia possiamo apprezzare solo il primo volume, dal finale comunque compiuto, pubblicato da Elara in una curatissima edizione rilegata, impreziosita da un’esemplare introduzione di Ugo Malaguti sulla letteratura di genere. Nancy A. Collins, spiega Malaguti, “viene ritenuta tra le scrittrici che più di ogni altra hanno rilanciato questo genere di storie, che ha saputo attingere dai vari media, con una mentalità fumettistica e un’abilità creativa indiscusse, per creare un modello dal quale sono scaturite centinaia di imitazioni […], ed è essenziale per conoscere e capire un lato estremo della civiltà letteraria di oggi”.

Con Occhiali da sole dopo il tramonto Nancy A. Collins vince nel 1990 il Bram Stoker Award e l’Icarus Award. Negli anni seguenti ottiene ottimi riscontri anche nel campo fumettistico con The Swamp Thing, Dhampire (pubblicato prima da Vertigo e poi da DC Comics) e con una serie incentrata su Sonja Blue. Inoltre è tra i fondatori dell’International Horror Guild. Se ancora non è chiaro, il romanzo in questione rappresenta un classico che non può mancare sullo scaffale di un appassionato.

real-worldL’autrice immagina una società in cui dietro il velo delle apparenze si nasconde il Mondo Reale. In esso gli umani camminano inconsapevolmente fianco a fianco ai Simulanti, esseri soprannaturali e senza età che comprendono vampiri, orchi, cherubini e altre razze folkloristiche. Soltanto pochi sensitivi riescono a individuarli dietro le sembianze illusorie con cui si mimetizzano.

Su questo palcoscenico brulicante di orrori e violenza disumana è stata catapultata tanti anni fa Sonja Blue. All’epoca si chiamava Denise Thorne, poi l’incontro con il tenebroso Morgan le ha stravolto la vita. A seguito del morso Sonja ha rischiato di morire, ma il suo organismo ha reagito alla fase critica e l’ha rispedita tra i vivi adattandosi alla nuova natura, quella di vampiro. Gli occhiali da sole, costantemente calati sugli occhi, servono a celare il suo sguardo infernale.

Dalla sua rinascita le cose non sono affatto migliorate. Tradita dalla persona più fidata, Sonja è stata internata nel Padiglione del Pericolo degli Elysian Fields, un centro di disintossicazione per i casi più gravi. Il suo animo ribelle le rende impossibile prolungare la prigionia, così una notte Sonja dà libero sfogo alla furia che le ribolle dentro – che attribuisce all’Altra, ovvero l’entità estranea che alberga in lei dal giorno in cui è stata morsa – e evade dall’edificio.

sad-coverDa quel momento intende rintracciare tutti coloro che hanno architettato la sua reclusione, tra cui pare sia coinvolta la Wheeler, un’associazione che dispensa miracoli grazie ai prodigiosi poteri dei suoi fondatori, la coppia Catherine e Zubolon Wheele. Il chiodo fisso di Sonja resta quello di stanare Morgan e fargliela pagare per tutto quello che le ha causato.

Nancy A. Collins esordisce catapultando il lettore nel pieno dell’azione, salvo poi condurlo verso metà libro nel passato dei protagonisti ricostruendo i retroscena che li hanno portati agli eventi in corso. Questa parte, peraltro corposa, è l’unico momento in cui a mio avviso la storia perde un po’ di mordente dal momento che, a parte i trascorsi di Sonja, l’autrice si dilunga in resoconti che avrei sacrificato volentieri in favore di maggiori peripezie nel presente.

La trama si rivela ben più complessa di quanto appare a una prima deduzione. I natali di Sonja, i rapporti della sua famiglia con loschi individui, il doppio gioco che i Simulanti portano avanti nell’ombra del Mondo Reale. L’autrice fa rivivere i lati più macabri e truci delle persone, facendo leva sui loro istinti più biechi per giustificarne la condotta amorale e violenta. Tra di essi spicca ovviamente la condizione tormentata di Sonja Blue, sospesa tra l’umanità perduta e gli istinti vampireschi verso cui la sospinge la parte più violenta del suo io che ha battezzato l’Altra.

Considerando il periodo in cui il romanzo è stato pubblicato, mi trovo d’accordo con Ugo Malaguti nel considerare Sonja un vampiro atipico, “fragile e tremenda nel suo incedere attraverso la notte, quella notte che la Collins descrive con puntigliosa ferocia. Il mondo degli emarginati, dei tossici, delle periferie urbane, è il territorio nel quale realtà e allucinazione si confondono”.

Ribadisco quindi il concetto espresso all’inizio. Al lettore moderno più smaliziato Sonja Blue non sembrerà un personaggio poi così innovativo. Resta il fatto che nel marasma di pubblicazioni improponibili sull’argomento, a distanza di anni Occhiali da sole dopo il tramonto risulta pienamente godibile proprio grazie al talento dell’autrice. Considerate poi il suo valore letterario nella cultura popolare vampiresca, oltre a un’edizione di tutto rispetto. Direi che per un collezionista non serve sapere altro per aggiungerlo ai cult della propria libreria.


20