Editore: Blackhouse Publishing

Data di pubblicazione: Maggio 2019

Pagine: 27

Illustrazione di copertina: Pietro Nicolaucich

Formato: Ebook

Prezzo: 0,99 € 

 

 

 

 

 


Il paese tomba è esistito davvero. Si chiamava Brusaschetto Nuovo, in provincia di Alessandria, edificato sul finire degli anni Cinquanta a pochissimi metri dal Po. La sua è una storia sfortunata, scandita da occupazioni fugaci, via via sempre più clandestine, e terminata con uno smantellamento prematuro.

Foto di Brusaschetto Nuovo

Brusaschetto Nuovo deve il proprio nome al vicino Brusaschetto, un piccolo centro abitato evacuato a seguito dei frequenti cedimenti del terreno, infragilito dall’estrazione del marna di cemento che andava avanti dal XIX secolo. Gli abitanti sono quindi stati trasferiti a Brusaschetto Nuovo, una manciata di edifici apparecchiati alla buona nella Piana alluvionale del Po. Insomma, dal problema geologico si è passati al rischio esondazioni. Infatti il paese venne abbandonato in breve tempo, salvo rivedere qualche anima viva nel 1961, quando nella vicina Trino venne costruita la centrale Nucleare Enrico Fermi. Per comodità alcuni operai presero alloggio a Brusaschetto Nuovo, che venne nuovamente lasciata al suo decadente destino nel 1986, quando il disastro di Chernobyl sollevò un referendum contro il nucleare a cui seguì la chiusura della centrale. Come se non bastasse, le alluvioni del Po iniziate nel 1994 presero a bullizzare il paese ormai derelitto, lasciato in balia delle violazioni di clandestini senzatetto, di omicidi e, si vocifera, di cerimonie sataniche. Il 19 gennaio 2009 fu messa fine alla misera esistenza di Brusaschetto Nuovo. Le 23 palazzine e la chiesa vennero cancellate per sempre dalla memoria di quei luoghi.

Pochi anni prima lo scrittore Christian Sartirana aveva fatto visita al paese fantasma, inspirandone l’atmosfera malsana che ha poi deciso di restituirci nel suo ultimo lavoro, Il paese tomba. Esso si incanala in quel particolare filone letterario chiamato Neogotico Piemontese1, un macabro bacino di misteri e suggestioni soprannaturali che irriga l’immaginario weird degli autori locali Danilo Arona, Maurizio Cometto, Davide Mana, Fabrizio Borgio, Gigi Musolino e Christian Sartirana.

Quest’ultimo ne Il paese tomba chiama a raccolta parte dei suoi colleghi corregionali, rendendoli protagonisti di un’inquietante esperienza ravvicinata con il terrore.

Nella vicenda il paese di Brusaschetto Nuovo cambia nome in Gramigna Nuova. Considerando lo scenario lugubre, la scelta non è casuale. La gramigna infatti è un’erba dalla reputazione pessima, forse la peggiore nel suo genere. Ha l’abitudine di infestare i luoghi in cui prolifera con una celerità allarmante, rovinandoli. Le antiche credenze l’accostano al diavolo, il quale dopo averla soffocata sotto della cenere rovente la rese malevola e nefasta. Le streghe erano solite utilizzarne i rizomi per filtri e amuleti magici. Perfino il sapore è sgradevole, ma in tempi di carestia era uno degli alimenti più consumati. Un folklore tanto tetro si ricongiunge alla perfezione con l’insalubre luogo che lo rievoca, il quale oltre al nome condivide con la pianta anche la malsana reputazione.

“Forse era l’atmosfera pesante che colava come sudore da quei muri lividi, o ancora l’odore salmastro di fiume e alghe che marcivano da qualche parte nelle profondità di quel cimitero di macerie dimenticate. Tutti elementi assolutamente inadatti a ospitare qualcosa di vivo, a meno che non si trattasse di ratti e scarafaggi. O di qualcosa di ancora peggio…”

È questo lo scenario che accoglie Gigi Musolino, giornalista di una piccola testata locale, che si imbatte per caso nei vicoli di Gramigna Nuova. La fama sinistra del posto lo spingono ad appurare alcune questioni anomale, ma non immagina minimamente il tasso di follia che lo attende tra quei sordidi edifici e le incombenti acque del Po.

Proprio come il fiume, Il paese tomba è un racconto che scivola via sinuoso e beffardo. La sua placida apparenza vi indurrà a sporgervi oltre la sponda, e a quel punto sarete spacciati perché non riemergerete più da ciò che si agita nei suoi fondali.

Di Christian Sartirana avevo gustato la perturbante raccolta Ipnagogica (recensita qui) e il lovecraftiano La Gente della Marea. Il suo stile incisivo aggira fronzoli e lungaggini per uncinare direttamente i dettagli più disturbanti, quelli che si piantano con maggiore intensità nella mente del lettore tracciandone la graduale deriva della realtà.

Al prezzo di un caffè, una sera vi consiglio di farvi un sorso de Il paese tomba. Svuoterete la tazzina in un attimo, ma il suo corposo retrogusto resterà ad allietavi il palato ancora per un po’, come solo le miscele (in tal caso particolarmente dark) di una certa qualità riescono a fare.

 

 

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  1.  Al riguardo l’editore Acheron Books ha messo in piedi un progetto molto interessante che vi consiglio di approfondire, insieme alla bibliografia dei singoli autori, partendo da qui.

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